La forza di Basaglia si chiama libertà


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Chiusura dell’opg di Montelupo

PSICHIATRIA DEMOCRATICA TOSCANA

La Giunta Regionale ha (finalmente) approvato la delibera 715 del 26.8.2013  per la chiusura dell’opg di Montelupo F.no e il piano che il Ministero della Salute aveva già ricevuto fin dal maggio scorso e che adesso ottiene la formalizzazione per l'assegnazione delle risorse (una procedura quanto meno insolita visto che il c.d. piano è stato accuratamente “segretato” dalla Regione fino ad oggi e solo qualcosa era trapelato in luglio da fonte ministeriale).

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Sulla morte della dottoressa Paola Labriola

PSICHIATRIA DEMOCRATICA

Il Segretario Nazionale

Ieri mattina è stata brutalmente uccisa, a Bari, sul suo posto di lavoro, la collega Paola Labriola. Una persona - raccontano le cronache e sottolineano i colleghi baresi con i quali mi sono sentito - disponibile, preparata, solare e, soprattutto, innamorata della propria professione. E’ duro, di certo, scrivere in questi momenti e su queste tragedie, ma è altrettanto crudele tacere. Fare spallucce. Tranciare giudizi. Semplificare. Sì tacere è fare, innanzitutto, un torto alla collega stessa, ai suoi familiari, agli operatori di quel Servizio così duramente colpiti, a quanti, come lei, combattono, ogni giorno, la dura battaglia della presa in carico del disagio mentale - spesso a mani nude -  ovvero senza le risorse necessarie ai bisogni degli utenti. Tacere o trattare quanto accaduto,la tragedia, perché di una tragedia stiamo parlando, sarebbe non assumersi fino in fondo la responsabilità dell’accaduto, perché non si tratta di cronaca nera, di un evento delittuoso. E’ la storia di una donna che portava su di sé anche il peso della gravissima insufficienza di uno stato sociale, di uno stato non in grado di dare risposte adeguate e multiple alle varie forme di bisogno che si registrano sul territorio. Sì, per chiarezza va detto che i Centri di Salute Mentale, in tante realtà, sono individuati e caricati, come la risposta al bisogno, anche quando i bisogni non sono quelli cui una struttura territoriale, in questo caso un SIM, può fare fronte. Ma nonostante tutto, Paola ha accolto la domanda, ha aperto la porta. Sì una porta che non deve essere chiusa. Giammai. Quello che ci sentiamo di dire ora, è che la collettività deve una risposta giusta e rispettosa del sacrificio della dottoressa Labriola. Una risposta che significhi, nei Servizi di Salute Mentale, come altrove, dare sicurezza attraverso la messa a disposizione di risorse adeguate, di personale e di risorse socio-economiche, alle necessità. Non costruire bunker. Solo così, si potranno mettere gli operatori in grado di riorganizzare l’accettazione e il filtro della domanda che cresce, ogni giorno di più, insieme alla crisi. Con essa nascono nuovi tipi di utenti cui occorre dare una risposta che non può assolutamente essere ancora medica, clinica ma sociale. Questa sì in grado di dare,  al posto di surrogati, risposte vere ed Integrate.

Perché la Sanità territoriale è nata su questa scelta e sui percorsi di integrazione con le tante realtà che ci sono nei quartieri delle nostre città,  dimostrando tutta la sua capacità di penetrare la complessità, di affrontare i problemi e risolverli. Tra i mille ammonimenti che ci vengono dalla morte della dottoressa Labriola  vi è quello che proprio nei momenti duri bisogna guardare avanti e non cercare scorciatoie e quelle esemplificazioni, di tipo militaresco, che pure abbiamo avuto modo di registrare nei commenti di questi giorni. Ciò che bisogna fare è dichiarare una lotta senza tregua alla desertificazione dei Servizi di Salute Mentale (come degli altri presidi territoriali) desertificazione portata avanti in nome del risparmio che  - è sotto gli occhi di tutti - ha significato un depauperamento progressivo di personale e di tutte le risorse sociali necessari a dare risposte a quanti vivono in disagio. Mentre, di contro, è urgente, assai, rendere attivo il tourn over del personale, riprendere a costruire reti forti tra le diverse titolarietà pubbliche. Solo così saremo in grado di ridare speranza agli operatori troppo spesso lasciati soli a farsi carico di tutto e di tutti, soltanto così insieme agli utenti ed alle loro famiglie le risorse pubbliche saranno utilizzate per costruire risposte di inclusione sociale (casa, lavoro, socialità), le uniche in grado di opporsi a tentativi di neoistituzionalizzazione. Queste, davvero, le uniche risposte in grado di mantenere aperte le porte. 

Io come questi non ci divento Narcisa alle alghe


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Cefec Conference

 

Programme at a Glance

Vincenzo Consolo nel crocevia mediterraneo: saperi permeabili, lingue comunicanti

Vincenzo Consolo nel crocevia mediterraneo:

saperi permeabili, lingue comunicanti

Two-Day Conference: 19-20 October 2013

Italian Cultural Institute, Dublin, IRELAND

Sabato 19 ottobre

9.30 – Apertura

Benvenuto – Direttrice dell’Istituto Angela TANGIANU

10-11 (Chair: D. O’CONNELL)

Nicolò MESSINA (Universitat de València, ES)

"Notizie dal fondo". Ex imo mari?

11-12.30 (Chair: M. CHU)

Giuliana ADAMO (Trinity College Dublin, IE)

La storia nell’opera narrativa di Consolo

Riccardo FIORENZA (Università di Catania, IT)

Le immagini della parola poetica di Vincenzo Consolo

12.30 – 1.30 PRANZO

GITA ALLA TORRE DI JOYCE (SANDYCOVE)

3.30 – 4.30 (Chair J. FARRELL)

Mark CHU (University College Cork, IE)

Sciascia e Consolo

 

Irene ROMERA PINTOR (Universitat de València, ES)

Tradurre Consolo: Lunaria e Filosofiana

4.30 - Caffè

5.00 – 6.00 (Chair D. O’CONNELL)

Giovanni TURCHETTA (Università degli studi di Milano, IT)

Di qua e al di là dell’esperienza: Vincenzo Consolo scrivere per la vita.

 

6.00 – 7.15

Proiezione del film documentario L’isola in me: in viaggio con Vincenzo Consolo (Ludovica TORTORA DE FALCO)

7.15 – 7.45 – Tavola rotonda (con la regista Ludovica TORTORA DE FALCO, IT)

Domenica 20 ottobre

10.00 – 11.15 (Chair: G. TURCHETTA)

Daragh O’CONNELL (University College Cork, IE)

Furor melancholicus: poetica pittorica ed epifania nella narrativa di Consolo

 

Leonarda TRAPASSI (Universidad de Sevilla, ES)

Consolo e la Spagna

11.15 – 11.30 – Caffè

11.30 – 12.30 (Chair: D. O’CONNELL)

Joseph FARRELL (University of Strathclyde, GB)

Nottetempo: Il fantasma di Aleister Crowley

 

Walter GEERTS (Universiteit Antwerpen, BE)

La Ferita dell’aprile: un inizio o una fine?

12.30 – 1.30 (Chair: Nicolò MESSINA)

Giulio FERRONI (Università La Sapienza, Roma, IT)

Dentro la rovina: lo spasimo dei luoghi nell'opera di Vincenzo Consolo

1.30 Chiusura

Congresso di Orvieto-programma provvisorio

Immagine

Venerdi 27 settembre

Ore 19.30 Inaugurazione della Mostra fotografica sulle Paralimpiadi

Ore 21.15 Récital pianistico del Maestro  Riccardo Cambri, con la partecipazione straordinaria del soprano Isabel Yi Man Chuan, dedicato a Luca Coscioni, Roberto Cambri, Rosma Scuteri e Gianna Grasso e ai malati di SLA.

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vietato l’uso dell’elettroshock

La Regione Sicilia, su proposta dell’Assessore alla Salute Lucia Borsellino, ha vietato l’uso dell’elettroshock come strumento terapeutico su tutto il suo territorio. Si tratta di una decisione coraggiosa che rappresenta, come ha detto il Presidente Crocetta, “una grande scelta di civiltà per i diritti civili e per la tutela della dignità delle persone”.

Psichiatria Democratica, da sempre contraria all’uso di questa pratica di triste memoria manicomiale, dannosa e di sostanziale inefficacia terapeutica, non aveva mancato di sottolineare questi aspetti nel corso dell’incontro avuto nel maggio scorso con l’assessore Borsellino presentandole la campagna nazionale “No elettroshock”.

Il nostro augurio è che altre Regioni seguano l’esempio siciliano e che, insieme alla chiusura degli Ospedali Psichiatrici Giudiziari, si cancelli in questo modo un altro vergognoso retaggio del passato manicomiale della psichiatria.

Morti di Lampedusa una tragedia collettiva.

STaino Lampedusa

Convegno associazione Pandora

psichiatria1

ASSEMBLEA PUBBLICA

COMITATO ALBERGO DEI POVERI

Dopo l'approvazione della delibera n.645 del 13 agosto 2013 da parte della giunta comunale di Napoli si attende che incomincino, finalmente, i lavori per la realizzazione, nell'Albergo dei Poveri, del Centro Comunale Diurno e delle Unità di accoglienza notturna, con annesso Orto sociale cittadino, per i senza dimora proposto da donne, uomini e associazioni che aderiscono al  Comitato Albergo dei Poveri.

Questa importante tappa è il frutto di un lavoro senza sosta che il Comitato per l'Albergo dei Poveri ha iniziato nel lontano 2001 e che persegue l'obiettivo della creazione, a Napoli, di un circuito di servizi territoriali pubblici, fortemente differenziati nelle offerte ed in grado di rispondere ai molteplici bisogni delle persone costrette a vivere in strada.

Il progetto, presentato dal Comitato Albergo dei Poveri, é stato fatto proprio dall'Amministrazione comunale in una ottica di progettazione condivisa che può e deve coinvolgere tutte le realtà che in città hanno a cuore i diritti degli ultimi. Ed é per questo che invitiamo associazioni, istituzioni e cittadini ad un confronto pubblico affinché il progetto venga ulteriormente arricchito con il contributo di tutti, i lavori vadano avanti celermente e  l'amministrazione comunale faccia gli ulteriori passi per realizzare al più presto il Centro.

Deve essere l'occasione per un confronto pubblico anche con le istituzioni comunali  per definire le modalità ed i tempi per l'attivazione del Centro.

Per tutto questo é indetta una

                                    ASSEMBLEA PUBBLICA

                         16 ottobre 2013 ore 17,00

             Albergo dei poveri  - c/o Palestra Kodokan

Piazza Carlo III – Napoli

Partecipa l’Assessore alle politiche sociali del Comune di Napoli Roberta Gaeta

Hanno aderito all’iniziativa: Psichiatria Democratica; Associazione Il carcere possibile; Associazione le museper-loro; Associazione Scuola di pace; Comunità Cristiani di base del Cassano; Associazione Via nova; Comunità Michea; Associazione culturale Arcobaleno; Rete rione Sanità; Comitato acqua pubblica, Napoli; Comitato campano con i rom; Andare oltre; Centro la Tenda; Federconsumatori Campania – Napoli; Gesco; Associazione campo libero.

Sono stati invitati Amministratori comunali e della municipalità.

L’iniziativa ospiterà le tavole progettuali su l’Albergo dei Poveri del Prof. Riccardo Dalisi :“ Chi sogna vince”.

                                                   Il Comitato per l'Albergo dei Poveri

Dalla salute mentale al social design

rikrea

Manifestazione del 12 ottobre

400 300 banner costituzioneviamaestra“Psichiatria Democratica aderisce perché questa Costituzione è baluardo estremo di difesa della nostra libertà e della nostra  democrazia.

Come la democrazia essa è come l’aria che respiriamo,  della cui importanza e necessità ci accorgiamo quando viene a mancare.

Così come la 180, che non è solo mera legge di assistenza psichiatrica, essa è una utopia realizzata bisognosa comunque di sostegno e difesa.

Psichiatria Democratica non si è arresa e non si arrende alle cose come sono e lotta per come vorrebbe che fossero.

Il mondo ha bisogno di essere cambiato e riscattato, come dimostrano i “morti ammazzati” nell’immane tragedia di Lampedusa.

Questa Costituzione dà senso alla vita e determina che la vita abbia un senso, contro tutte le ingiustizie del mondo.

Luigi Attenasio Presidente   Emilio Lupo  Segretario”

Cari tutti, qui sopra riporto il messaggio con cui  come Psichiatria Democratica abbiamo aderito alla manifestazione di domani per la Costituzione.

Non ci è stato difficile rintracciare sintonie, fatte le dovute proporzioni, tra i destini della nostra Costituzione e quelli della nostra “amata” 180.

Ricordava una volta Bobbio che la stessa Costituzione, e lo spirito democratico che la ispira e sostiene, ha avuto, subito dalla sua instaurazione, ostacoli e difficoltà.

Un po’ come la 180, avversata già dal giorno dopo della sua approvazione. Invece di applicarla si cominciò subito a dire che bisognava cambiarla.

La Costituzione ha “fomentato”, lo ricordava tempo fa Zagrebelsky, un innalzamento civile di tanti esseri umani esclusi dalla partecipazione alla vita politica, costretti a una visione dell’esistenza esclusivamente ripiegata su se stessa, come erano coloro che formavano le masse operaie e contadine otto-novecentesche, come, ricordiamo noi, la 180 ha “fomentato” il riscatto sociale e civile e la riacquisizione dei diritti dei tanti “colpiti” dalla violenza gratuita e senza speranza del’istituzione-manicomio.

E’ per questo e tanto altro ancora che domani saremo in piazza.

L’appuntamento è domani alle ore 14 in piazza della Repubblica dove c’è Mc Donald’s, all’angolo sotto i portici.

Buon tutto e … a domani

Gigi Attenasio

“IL PENSIERO LUNGO” La contenzione è incostituzionale?


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Foto della Manifestazione del 12 ottobre

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Roma - 12 ottobre 2013 manifestazione X la difesa della Costituzione

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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Roma 12 ottobre 2013 manifestazione per la difesa della Costituzione 2