Al Presidente della Regione Toscana Enrico Rossi

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Finalmente la Toscana ha uno scatto di orgoglio degno del suo glorioso passato di primo governo ad avere abolito la pena di morte e del suo protagonismo nelle lotte anti-manicomiali degli anni’70.

Non si può che plaudire alla proposta del Presidente Rossi in risposta all’appello del Presidente Napolitano sulla situazione carceraria di attivare, in tempi brevi, alternative alla detenzione contribuendo concretamente alla soluzione del sovraffollamento.

Ma c’è un altro appello del Presidente della Repubblica che attende una risposta: quello sull’ “orrore degli ospedali psichiatrici giudiziari” per la cui chiusura è stata approvata una legge nel febbraio 2012 che ha già subito una proroga nella sua scadenza per la chiusura e si avvia, con buona pace di tutti, ad un ulteriore rinvio; l’urgenza di dare una risposta di civiltà agli internati in opg deriva anche dal fatto che per loro, al contrario che per i detenuti comuni, non ci saranno né indulti né amnistie (ammesso che vengano fatti).

Anche la Toscana ha un problema “Ospedale Psichiatrico Giudiziario”, anzi due: quello di coordinare, in quanto sede di Istituto, le Regioni del bacino che fanno capo a Montelupo nei loro programmi di dimissione e quello di dimettere, chiudendo definitivamente Montelupo, i cittadini toscani malati di mente e autori di reato restituendo loro il diritto alla cura.

Gli attuali internati toscani sono circa 40 e vivono, nonostante qualche miglioria ambientale e l’impegno del personale, in ambienti in condizioni di degrado ancora molto simili a quelle denunciate dalla Commissione Marino (e che portarono al sequestro di alcuni padiglioni) e in un “clima” in cui gli aspetti carcerari continuano a prevalere su quelli per la cura.

E’ vero che la Regione ha presentato nel settembre scorso un piano per il superamento di Montelupo ma si tratta di un progetto che nuovamente punta tutto sulla istituzione di nuovi posti letto o sul potenziamento di quelli esistenti – per un totale di 72 posti letto a fronte di una presenza, come detto di circa 40 internati – e che, senza volere entrare nel dettaglio di altri aspetti criticabili del progetto, prevede di creare ex novo queste strutture per le quali, compresa quella di S.Miniato strategica per tutto il progetto, non esiste nulla (identificazione e localizzazione della struttura nel territorio, progetto edilizio esecutivo, ipotesi di gestione, ecc.) se non la richiesta di finanziamento avanzata al Ministero della Salute.

E’ evidente che si tratta di un percorso lungo ed incerto mentre gli internati di Montelupo, come gli altri detenuti di cui la Regione tramite suo vuole farsi carico, richiedono risposte immediate e concrete.

Allora  occorre affrontare la chiusura di Montelupo, almeno per quanto riguarda gli internati toscani, con lo stesso spirito che informa la sua proposta per la scarcerazione  di 300 detenuti tossicodipendenti.

Nel caso di Montelupo i numeri sono molto inferiori, inoltre esiste già un finanziamento per la dimissione di 20 internati che una volta avvenuta ridurrebbe ad una ventina il numero di soggetti di cui i dipartimenti di salute mentale dovrebbero farsi carico.

Non possiamo credere che Dipartimenti di Salute Mentale che trattano annualmente oltre 50000 pazienti e ne ha in carico quasi trentamila, in una Regione che dispone di oltre 400 posti letto psichiatrici in strutture residenziali, non riescano a trovare una risposta a 40 internati che sono, innanzitutto e come prevede la legge, cittadini bisognosi di cure!

La Regione attivi quindi per la chiusura di Montelupo e la presa in carico nel territorio degli internati toscani una task force chiamando a parteciparvi, oltre alla Regione e ai Dipartimenti di Salute Mentale, la Magistratura, il PRAP, le Aziende USL, le associazioni e il terzo settore; si abbandonino progetti di nuova istituzionalizzazione della sofferenza mentale e si faccia tesoro delle esperienze virtuose già realizzate in diverse realtà toscane di presa in carico territoriale.

Coraggio Presidente, completi la sua proposta in favore dei detenuti tossicodipendenti, facendosi carico anche degli internati in OPG e la Toscana, col suo glorioso passato, tornerà ad essere un punto di riferimento per la civiltà dei diritti!

Arezzo, 29.10.2013

                                                           Cesare Bondioli – Psichiatria Democratica Toscana