Roma: concluso il corso ECM sulla chiusura degli OPG

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ECM sulla Chiusura degli OPG: quale formazione per gli operatori.

Roma 26 e 27 novembre 2015

A Roma, vicino al Colosseo, nell’Aula Magna Storica della scuola Leonardo da Vinci (bellissima e soprattutto stracolma di giovani ed attenti operatori, provenienti da tutte le parti d’Italia), si è svolto il Corso di aggiornamento ECM “Chiusura degli opg: quale formazione per gli operatori” organizzato da Psichiatria Democratica (PD) per i giorni 26 e 27 novembre.
 
Di altissimo livello la qualità delle relazioni previste: di Cesare Bondioli sullo stato dell’arte del processo di superamento degli opg, di Alessandro Ricci sui presupposti formativi della deistituzionalizzazione, di Francesco Maisto sulla “capacità di intendere e di volere e l’imputabilità”, di Mario Colucci sulla pericolosità sociale, di Cristiano Castelfranchi sui limiti degli approcci disciplinari “tradizionali” e settoriali, di Daniele Piccione su “L’esercizio dei diritti come fondamento della salute”, così come quella di Gianluca Monacellie Antonello D’Elia con storie di dimissione dalla prospettiva di un CSM di periferia (Ostia), che quella dei percorsi comunitari di Salvatore Di Fede e Carmen Pellecchia per andare “oltre le Rems”: relazioni, queste ultime, impreziosite dalle narrazioni di storie di vita e da innesti multimediali.
 
Momento fondamentale di confronto interdisciplinare anche le tavole rotonde sulle possibilità di definizione di percorsi comuni tra sistema giustizia e sistema sanitario e sulle prospettive di “sopravvivenza” dei Dipartimenti di Salute Mentale alla prova della chiusura degli OPG (con importanti contributi da parte degli intervenuti e del Segretario Nazionale di Psichiatria Democratica, Emilio Lupo, che si è soffermato sulle proposte altamente innovative avanzate, a nome di PD, sul dopo OPG con il coinvolgimento delle AASSLL e dei Tribunali del Paese) e da Giuseppe Ortano, del Direttivo Nazionale di PD, che ha riportato le esperienze territoriali in atto ed i pericoli di una neo-istituzionalizzazione sempre presenti, nonché i gruppi di lavoro pomeridiani condotti e molto partecipati dagli operatori, ciascuno dei quali ha potuto rappresentare le differenti esperienze di formazione ed operative, delle regioni di provenienza.
 
L’esperienza di questa intensa due giorni, costituirà,di certo uno stimolo per Psichiatria Democratica, a continuare sulla strada di una formazione sul campo, capace di rinnovarsi e, soprattutto, in grado di raccogliere le attese degli operatori quotidianamente impegnati nelle diverse articolazioni socio-sanitarie.