lettera aperta al sindaco di Napoli

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Lettera aperta al Sindaco di Napoli

Prof. Gaetano Manfredi

 

Napoli, lì 3 dicembre 2021

Buongiorno, Signor Sindaco.

bianchiLe scrivo per porre alla Sua attenzione alcune proposte sul destino dell’area dell’ex Ospedale “Leonardo Bianchi” (di proprietà dell’Ente Regione), un’area di 220 mila metri quadri, dei quali 78 mila coperti, affinché quello che è stato per circa un secolo un luogo di segregazione e di dolore – con altri ho lavorato, dal 1994, per superarlo a favore di una Salute Mentale territoriale – possa essere trasformato in un luogo di vita, attraversato e vissuto, non solo dalla gente della vasta e popolosa zona nella quale insiste, ma dalla città intera.

 

Ci è parso, pertanto, giusto, opportuno e urgente sottoporre all’attenzione della S.V., della Giunta comunale, del Consiglio comunale e della città intera, alcune proposte che da tempo portiamo avanti come Psichiatria Democratica, ben consapevoli delle difficoltà nelle quali vi state muoven-do.

Le chiediamo, signor Sindaco, certi di poter contare sulla Sua sensibilità, di prendere a cuore que-sto progetto affinché a esso vengano destinati fondi del PNRR, potendo contare, altresì, sul con-corso di due attori centrali sulle future scelte, quali la Regione Campania e il Comune di Napoli, portatori e tutori di interessi collettivi e sociali, che mettano al riparo l’intera collettività da qualsi-voglia altra destinazione d’uso.

Proponiamo di attivare nell’area manicomiale, che per lunghi decenni ha diviso la città negata dal-la metropoli urbana, interventi, molteplici e differenziati, a partire da quelli a favore del lavoro giovanile qualificato, della cultura e della residenzialità differenziata, al fine di trasformare, nel tempo, l’attuale “cintura di spine” della periferia a nord della città, in un’occasione unica e irripe-tibile di concreto riscatto per l’ampia e popolosa area confinante.

Ci creda, Signor Sindaco, non c’è nessuna enfasi allorquando affermiamo che quella della riqualifi-cazione dell’ex area manicomiale sia una “occasione unica e irripetibile di riscatto”, in quanto le proposte non esaustive, e che dappresso sottoponiamo alla Sua attenzione, contengono quell’humus innovativo indispensabile per ridisegnare la Città e per affidare alle periferie, da de-cenni colpevolmente e totalmente abbandonate, un ruolo propulsivo, l’unico in grado di abbatte-re, per davvero, il muro del manicomio che ha diviso in due la Città e ricostruire dalla sue macerie una nuova condivisione e progetti collettivi di vita.

Non si tratta quindi di mero simbolismo, bensì di completare l’impresa che ieri, con la chiusura del manicomio, ha restituito la vita ai cittadini rinchiusi a Capodichino, riportandoli nelle strade dei quartieri che li avevano espulsi, e che oggi punta ad arricchire quei luoghi di colori, profumi, lavoro e speranza.

Un’area di straordinaria importanza, quella del Leonardo Bianchi, della cui riqualificazione potreb-be beneficiare un gran numero di persone di quei tanto trascurati quartieri periferici, colmando, così e finalmente, gli enormi e insopportabili vuoti dovuti all’assenza di qualsivoglia prospettiva. Un quadro, quello odierno, desolante, che oggi fotografa, in bianco e nero, chilometri quadrati di vuoto e di anomia per l’assenza di luoghi per l’integrazione, e dove anche le passioni, Signor Sinda-co, sono andate via via affievolendosi negli anni. Un vuoto che da tempo priva intere generazioni di spazi pubblici, specialmente per i giovani, che, per la grave mancanza di lavoro, fanno registrare un crescente tasso di emigrazione giovanile (ammonterebbero a 5000, secondo i dati Istat del 2019, i napoletani, anche laureati e diplomati, che si sono diretti verso l’estero). Una sorta di cri-mine di pace che richiede urgenti quanto concrete risposte. All’assenza di prospettive occupazio-nali si affianca la mancanza di teatri e campi sportivi, come di centri per anziani e centri sociali e dove gli stessi spazi a verde, pur presenti, sono chiusi da anni per carenza di personale dando pla-sticamente l’idea dello stato dell’arte. Allo stesso associazionismo, che da anni svolge un impor-tante ruolo di supplenza in realtà assai difficili, non viene data la giusta attenzione e il sostegno necessario per la rilevante funzione che svolgono sui territori.

Per ritornare alla proposta, Le saremmo grati se potesse soffermarsi su ciascuna delle parti di que-sto progetto:

1. attivazione di un service culturale e precisamente:

a. un centro per convegni dove sviluppare altre funzioni, quali un centro multimediale, un ate-lier per mostre fotografiche e pittoriche, luoghi per rappresentazioni teatrali, per fruizione del materiale scientifico, per spettacoli musicali; tutti settori dove oggi, nell’intera zona, si registra, come rappresentato prima, un vuoto assoluto;

b. un percorso museale che, oltre alla consultazione del materiale storico esistente nella strut-tura, possa, attraverso la visita ad alcuni reparti, ricordare e testimoniare alle giovani genera-zioni quello di cui è stato capace l’uomo in nome della cura”;

2. un polo per l’artigianato di qualità, che crei occupazione, soprattutto per i giovani;

3. una residenzialità differenziata, rivolta sia alle necessità del settore alberghiero in ragione della contiguità dell’aeroporto e degli svincoli autostradali, sia a quelle degli studenti per soggiorni Era-smus o per studenti fuori sede (si pensi anche alla prossima apertura della stazione metropolitana nell’adiacente piazza Di Vittorio), come per anziani e giovani coppie, a prezzo contenuto. La realiz-zazione, anche di soltanto in parte, di queste proposte “costringerebbe” a elevare la qualità delle risposte di tutte le Agenzie pubbliche e private dell’intero comparto circostante;

4. un polmone di verde a favore di donne, bambini e anziani dell’intera area circostante, dove fa-vorire lo sviluppo di attività sportive e di socializzazione per i giovani, con aree per la ristorazione, per il cinema all’aperto ecc.

Da ultimo riteniamo quanto mai opportuno, che vada chiesto di essere parti attive di riscatto per questa parte importante della città all’Università Federico II dalla facoltà di Architettura, già impe-gnata con diversi gruppi di ricerca di studenti e docenti sul tema, alle facoltà di Ingegneria ed Agra-ria, alle Circoscrizioni competenti e contigue alla struttura, al mondo dell’informazione, dell’arte, della cultura e dello sport, alle Associazioni degli Artigiani e dei Commercianti, alla Sovrintendenza ai beni Archivistici, alla Sovrintendenza ai beni Ambientali, artistici e storici, alla Cooperazione so-ciale, alle Scuole e all’Associazionismo territoriale.

In attesa di un cortese riscontro, e nel ringraziarLa per l’attenzione, voglia gradire i miei saluti e gli auguri di buon lavoro.

Il Responsabile Nazionale dell’Organizzazione

dott. Emilio Lupo