Lella Romagno

Lella Romagno2

E' con grande dolore che Psichiatria Democratica (PD) comunica che nel tardo pomeriggio di sabato scorso, 19 ottobre, è deceduta Lella Romagno giovane e combattiva dirigente e militante di PD della BasilicataAi familiari, ai suoi compagni di lavoro ed a quanti hannno avuto modo di conoscerla ed apprezzarne le grandi doti umane e il suo impegno quotidiano, e senza risparmio, a fianco delle persone in difficoltà perchè si affermassero sempre giustizia ed eguaglianza, giungano le più sincere e sentite condoglianze di tutta Psichiatria Democratica, cui mancherà tantissimo.

Mi unisco al dolore di tutta Psichiatria Democratica per questo lutto che ha colpito non solo la sezione lucana, ma tutta la psichiatria.
Ti prego di farti portavoce anche del nostro dolore.

Renato De Michele
Pres. L'Aquilone soc.coop.sociale

 Lella era di Banzi, in Basilicata, dove avranno luogo le sue esequie oggi, alle 15.

Lella Romagno  era una dirigente di Psichiatria Democratica, giovane, appassionata, bella dentro e bella  fuori.

Aveva un profondo senso della giustizia che la portava sempre a schierarsi con i più poveri, i più esclusi,  i più  oppressi.  Era dotata di un ottimismo vivace, creativo che  non si fiaccava di fronte a qualsiasi difficoltà, pur valutandone adeguatamente spessore e portata.

Ci mancherà il suo calore umano, il suo entusiasmo,  il suo sorriso, ma noi continueremo a lottare anche per lei, con lei.

Di fronte a un carcere dismesso, dove facevo le supervisioni,  una volta, prima  di partire,  insieme a un infermiere, mi ha regalato due enormi forme di pane, dicono che sia tra i più buoni di tutti.

Ecco, così voglio ricordare Lella , il suo volto bellissimo di giovane madre che nutre.

Paolo Tranchina

Psichiatria Democratica le aveva acceso l’anima

Psichiatria Democratica ne conserverà il calore

 Non aveva ritegno di fronte alla protesta delle ingiustizie

Le ingiustizie attraversate dai suoi occhi erano svelate

Il diritto era la meta del suo lavoro

I senza diritti erano lei stessa

Senza di te saremo meno

Con te nel cuore saremo però più forti

Addio compagna Lella, addio sorella

(sasà di fede)

Report assemblea pubblica del 16 ottobre 2013

All'assemblea pubblica del 16 ottobre, promossa dal Comitato Albergo dei poveri e tenutasi presso il locali dell'associazione Kodokan, avente ad oggetto la realizzazione - nell’ottica di una progettazione condivisa - nell'Albergo dei Poveri, del Centro Comunale Diurno e delle Unità di accoglienza notturna, con annesso Orto sociale cittadino, per i senza dimora, ha visto una grande partecipazione di cittadini e di rappresentati di associazioni o gruppi.

All'incontro ha preso parte una folta rappresentanza istituzionale, gli assessori comunali Roberta Gaeta (politiche sociali) Carmine Piscopo (urbanistica), il vice presidente del consiglio comunale Elena Coccia,  il presidente della commissione politiche sociali  Vincenzo Gallotto,  l’Assessore alla III municipalità Salvatore Parisi.

Il confronto é stato franco ma costruttivo, l'assemblea,  pur ribadendo che si deve registrare già un ritardo nella prevista tabella di marcia, ha apprezzato la condivisione del progetto e l'assunzione di precisi impegni da parte degli assessori e degli altri esponenti istituzionali presenti.

In particolare gli assessori si sono assunti l'impegno di trasformare immediatamente il progetto in delibere dell'amministrazione comunale.

L'assessore Piscopo ha inquadrato l'intervento di via Tanucci nell'ambito di una riqualificazione complessiva dell'area circostante Piazza Carlo III e si é assunto l'impegno di far partire i lavori di consolidamento al più presto, di farli completare in 4/5 mesi, di elaborare il progetto di ristrutturazione e di predisposizione dei locali da sottoporre alla soprintendenza per l'approvazione.

L'assessore Gaeta si é assunta l'impegno di dare corpo immediatamente al progetto nei prossimi giorni dopo aver nuovamente consultato il Comitato e gli altri operatori che si occupano di senza dimora.

Su richiesta dell'assemblea, entrambi gli assessori si sono assunti l'impegno di far partire il progetto di Orto sociale cittadino  che non richiede interventi architettonici di particolare impegno.

Sono state illustrate, infine, agli intervenuti le tavole progettuali sull’Albergo dei Poveri del Prof. Riccardo Dalisi

L'assemblea é stata veramente un fruttuoso confronto pubblico tra associazioni, istituzioni e cittadini per far fare al progetto passi avanti.

Il Comitato ha ribadito che continuerà la propria battaglia fino alla vera e propria apertura del Centro per i senza dimora presso l'Albergo dei poveri.

La prossima assemblea pubblica, con un nuovo incontro con l’Assessore Gaeta, intanto é già fissata per il giorno 20 novembre, sempre presso la palestra Kodokan.

Napoli, 19 ottobre 2013

Il Comitato per l'Albergo dei Poveri

ASSEMBLEA PUBBLICA

COMITATO ALBERGO DEI POVERI

Dopo l'approvazione della delibera n.645 del 13 agosto 2013 da parte della giunta comunale di Napoli si attende che incomincino, finalmente, i lavori per la realizzazione, nell'Albergo dei Poveri, del Centro Comunale Diurno e delle Unità di accoglienza notturna, con annesso Orto sociale cittadino, per i senza dimora proposto da donne, uomini e associazioni che aderiscono al  Comitato Albergo dei Poveri.

Questa importante tappa è il frutto di un lavoro senza sosta che il Comitato per l'Albergo dei Poveri ha iniziato nel lontano 2001 e che persegue l'obiettivo della creazione, a Napoli, di un circuito di servizi territoriali pubblici, fortemente differenziati nelle offerte ed in grado di rispondere ai molteplici bisogni delle persone costrette a vivere in strada.

Il progetto, presentato dal Comitato Albergo dei Poveri, é stato fatto proprio dall'Amministrazione comunale in una ottica di progettazione condivisa che può e deve coinvolgere tutte le realtà che in città hanno a cuore i diritti degli ultimi. Ed é per questo che invitiamo associazioni, istituzioni e cittadini ad un confronto pubblico affinché il progetto venga ulteriormente arricchito con il contributo di tutti, i lavori vadano avanti celermente e  l'amministrazione comunale faccia gli ulteriori passi per realizzare al più presto il Centro.

Deve essere l'occasione per un confronto pubblico anche con le istituzioni comunali  per definire le modalità ed i tempi per l'attivazione del Centro.

Per tutto questo é indetta una

                                    ASSEMBLEA PUBBLICA

                         16 ottobre 2013 ore 17,00

             Albergo dei poveri  - c/o Palestra Kodokan

Piazza Carlo III – Napoli

Partecipa l’Assessore alle politiche sociali del Comune di Napoli Roberta Gaeta

Hanno aderito all’iniziativa: Psichiatria Democratica; Associazione Il carcere possibile; Associazione le museper-loro; Associazione Scuola di pace; Comunità Cristiani di base del Cassano; Associazione Via nova; Comunità Michea; Associazione culturale Arcobaleno; Rete rione Sanità; Comitato acqua pubblica, Napoli; Comitato campano con i rom; Andare oltre; Centro la Tenda; Federconsumatori Campania – Napoli; Gesco; Associazione campo libero.

Sono stati invitati Amministratori comunali e della municipalità.

L’iniziativa ospiterà le tavole progettuali su l’Albergo dei Poveri del Prof. Riccardo Dalisi :“ Chi sogna vince”.

                                                   Il Comitato per l'Albergo dei Poveri

vietato l’uso dell’elettroshock

La Regione Sicilia, su proposta dell’Assessore alla Salute Lucia Borsellino, ha vietato l’uso dell’elettroshock come strumento terapeutico su tutto il suo territorio. Si tratta di una decisione coraggiosa che rappresenta, come ha detto il Presidente Crocetta, “una grande scelta di civiltà per i diritti civili e per la tutela della dignità delle persone”.

Psichiatria Democratica, da sempre contraria all’uso di questa pratica di triste memoria manicomiale, dannosa e di sostanziale inefficacia terapeutica, non aveva mancato di sottolineare questi aspetti nel corso dell’incontro avuto nel maggio scorso con l’assessore Borsellino presentandole la campagna nazionale “No elettroshock”.

Il nostro augurio è che altre Regioni seguano l’esempio siciliano e che, insieme alla chiusura degli Ospedali Psichiatrici Giudiziari, si cancelli in questo modo un altro vergognoso retaggio del passato manicomiale della psichiatria.

Cefec Conference

 

Programme at a Glance

Sulla morte della dottoressa Paola Labriola

PSICHIATRIA DEMOCRATICA

Il Segretario Nazionale

Ieri mattina è stata brutalmente uccisa, a Bari, sul suo posto di lavoro, la collega Paola Labriola. Una persona - raccontano le cronache e sottolineano i colleghi baresi con i quali mi sono sentito - disponibile, preparata, solare e, soprattutto, innamorata della propria professione. E’ duro, di certo, scrivere in questi momenti e su queste tragedie, ma è altrettanto crudele tacere. Fare spallucce. Tranciare giudizi. Semplificare. Sì tacere è fare, innanzitutto, un torto alla collega stessa, ai suoi familiari, agli operatori di quel Servizio così duramente colpiti, a quanti, come lei, combattono, ogni giorno, la dura battaglia della presa in carico del disagio mentale - spesso a mani nude -  ovvero senza le risorse necessarie ai bisogni degli utenti. Tacere o trattare quanto accaduto,la tragedia, perché di una tragedia stiamo parlando, sarebbe non assumersi fino in fondo la responsabilità dell’accaduto, perché non si tratta di cronaca nera, di un evento delittuoso. E’ la storia di una donna che portava su di sé anche il peso della gravissima insufficienza di uno stato sociale, di uno stato non in grado di dare risposte adeguate e multiple alle varie forme di bisogno che si registrano sul territorio. Sì, per chiarezza va detto che i Centri di Salute Mentale, in tante realtà, sono individuati e caricati, come la risposta al bisogno, anche quando i bisogni non sono quelli cui una struttura territoriale, in questo caso un SIM, può fare fronte. Ma nonostante tutto, Paola ha accolto la domanda, ha aperto la porta. Sì una porta che non deve essere chiusa. Giammai. Quello che ci sentiamo di dire ora, è che la collettività deve una risposta giusta e rispettosa del sacrificio della dottoressa Labriola. Una risposta che significhi, nei Servizi di Salute Mentale, come altrove, dare sicurezza attraverso la messa a disposizione di risorse adeguate, di personale e di risorse socio-economiche, alle necessità. Non costruire bunker. Solo così, si potranno mettere gli operatori in grado di riorganizzare l’accettazione e il filtro della domanda che cresce, ogni giorno di più, insieme alla crisi. Con essa nascono nuovi tipi di utenti cui occorre dare una risposta che non può assolutamente essere ancora medica, clinica ma sociale. Questa sì in grado di dare,  al posto di surrogati, risposte vere ed Integrate.

Perché la Sanità territoriale è nata su questa scelta e sui percorsi di integrazione con le tante realtà che ci sono nei quartieri delle nostre città,  dimostrando tutta la sua capacità di penetrare la complessità, di affrontare i problemi e risolverli. Tra i mille ammonimenti che ci vengono dalla morte della dottoressa Labriola  vi è quello che proprio nei momenti duri bisogna guardare avanti e non cercare scorciatoie e quelle esemplificazioni, di tipo militaresco, che pure abbiamo avuto modo di registrare nei commenti di questi giorni. Ciò che bisogna fare è dichiarare una lotta senza tregua alla desertificazione dei Servizi di Salute Mentale (come degli altri presidi territoriali) desertificazione portata avanti in nome del risparmio che  - è sotto gli occhi di tutti - ha significato un depauperamento progressivo di personale e di tutte le risorse sociali necessari a dare risposte a quanti vivono in disagio. Mentre, di contro, è urgente, assai, rendere attivo il tourn over del personale, riprendere a costruire reti forti tra le diverse titolarietà pubbliche. Solo così saremo in grado di ridare speranza agli operatori troppo spesso lasciati soli a farsi carico di tutto e di tutti, soltanto così insieme agli utenti ed alle loro famiglie le risorse pubbliche saranno utilizzate per costruire risposte di inclusione sociale (casa, lavoro, socialità), le uniche in grado di opporsi a tentativi di neoistituzionalizzazione. Queste, davvero, le uniche risposte in grado di mantenere aperte le porte. 

Chiusura dell’opg di Montelupo

PSICHIATRIA DEMOCRATICA TOSCANA

La Giunta Regionale ha (finalmente) approvato la delibera 715 del 26.8.2013  per la chiusura dell’opg di Montelupo F.no e il piano che il Ministero della Salute aveva già ricevuto fin dal maggio scorso e che adesso ottiene la formalizzazione per l'assegnazione delle risorse (una procedura quanto meno insolita visto che il c.d. piano è stato accuratamente “segretato” dalla Regione fino ad oggi e solo qualcosa era trapelato in luglio da fonte ministeriale).

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Corso di Aggiornamento accreditato ECM “La crisi e il trattamento della grave sofferenza mentale”


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Comunicato stampa per l'albergo dei poveri

Comunicato stampa

     Psichiatria Democratica e tutte associazioni del “Comitato per l’Albergo dei poveri” apprendono con sollievo la notizia dell’approvazione della Delibera comunale che interviene a dare un primo segno tangibile per un cambiamento delle politiche, finora di solo mera assistenza, dei senza fissa dimora della Città. I lavori di ristrutturazione di parte del Real Albergo dei poveri, per l’ala sita tra via Tanucci e piazza Carlo III, approvati come variante e dunque senza aggravi aggiuntivi di spesa, sono finalizzati non solo all’accoglienza dei sfd, ma anche e soprattutto per dare sostegno, fattualmente, alla volontà di superamento delle condizioni di marginalità di quanti tra loro vi sono stati costretti. E ciò grazie a percorsi di reinclusione, a partire da opportunità concrete di ascolto dei bisogni e di accompagnamenti verso possibili soluzioni personalizzate. Una Città più sociale dunque comincia a intravedersi - secondo Psichiatria Democratica che è stata tra le Associazioni protagoniste sin dal 2001 del “Progetto per i sfd”- sebbene occorrerà ancora impegnarsi, e vigilare, perché – afferma Psichiatria Democratica - quel Progetto di uscita dalla condizione di cronicità dei sfd abbia concreta attuazione e sviluppo e non si fermi a questa primissima azione, che sarà decisiva solo se seguita dalla costruzione delle altre fasi del progetto stesso. Psichiatria Democratica, infine si augura che i lavori siano debitamente celeri e che la centralità del seguimento progettuale resti sotto il coordinamento all’Amministrazione comunale e inoltre che nel Progetto siano finalmente coinvolte tutte le associazioni di base, che a diverso titolo si occupano da tempo, nel silenzio e talvolta anche senza il riconoscimento del clamore mediatico, delle persone senza fissa dimora della Città, lavorando davvero con il desiderio di dare senso non solo alla solidarietà, ma soprattutto alla condivisione.

La morte di Don Andrea Gallo: ha indicato la strada del riscatto e della libertà.

Comunicato Stampa

La morte di Don Andrea Gallo: ha indicato la strada del riscatto e della libertà.

Abbiamo sempre pensato che gli stessero stretti tutti gli abiti che gli si volessero fare indossare:prete rosso, prete degli ultimi, prete contro, prete partigiano e via così. Don Andrea Gallo era un passo avanti, sempre. E, a dirla con Brecht, aveva capito e scelto, con ferma determinazione , che era indispensabile, inevitabile  sedersi dalla parte sbagliata. Fare senza chiedere, stare dentro le contraddizioni, per costruire quello che si doveva. Tutti i giorni. PsichiatriaDemocratica (PD) lo ricorda oggi, anche quale cofondatore della sezione ligure di PD, insieme ad Antonio Slavich e a tanti altri che  decisero di sporcarsi le mani per chiudere, definitivamente, quella tremenda pagina di storia che furono i manicomi. Una scelta quella di schierarsi insieme a Psichiatria Democratica, assai importante per tutto il movimento, uno stimolo costante a non abbassare mai la guardia quando in gioco sono i diritti delle persone che non ce la fanno da sole. Senza enfasi possiamo affermare che la sua perdita ci ha lasciati sgomenti ma anche consapevoli che  Don Gallo ha indicato la via: quella del riscatto e della libertà a fianco degli ultimi.

A Palermo l’incontro sul superamento dell’Ospedale Psichiatrico Giudiziario, tra l’Assessore regionale alla Salute Lucia Borsellino e i Dirigenti Nazionali di Psichiatria Democratica

Psichiatria Democratica(PD) a margine del convegno “Le ali della libertà” svoltosi recentemente a Caltagirone, aveva richiesto un incontro all’Assessore alla Sanità della Regione Sicilia, dr.ssa Lucia Borsellino, per avere informazioni e chiarimenti sui programmi regionali per il superamento dell’OPG di Barcellona Pozzo di Gotto, in ragione delle riferite allarmanti notizie, su un progetto sostanzialmente di neo-istituzionalizzazione degli attuali internati e dei futuri destinatari di misure di sicurezza detentive.

Giovedì 16 maggio 2013, l’assessore Borsellino e il suo staff hanno ricevuto una delegazione di dirigenti Nazionali di PD (il  resp. Naz. Carceri e OPG C. Bondioli, il Segr. Naz. E, Lupo, il Pres. Naz,. L. Attenasio e il dott. G. Interlandi del CD naz. PD)  fornendo un quadro, complessivamente esauriente, della situazione attuale e del progetto di chiusura di Barcellona P.G..

Attualmente, dopo che nel corso del 2012  sono state dimesse 123 persone che sono state prese in carico dai DSM di competenza, sono ancora internati 93 siciliani a Barcellona, oltre a 5 donne a Castiglione delle Stiviere e 8 uomini in altri OPG. L’Assessore Borsellino ha assicurato che non verrà meno l’impegno per la dimissione immediata  di chi non risulti più socialmente pericoloso, infatti per 55 di loro è prevista la dimissione in famiglia o in comunità alloggio o comunque in strutture sanitarie dei DSM. E’ stato riferito inoltre alla delegazione di PD, del finanziamento di 2mln di euro per la durata di due anni; per i rimanenti internati al momento non è ancora stato definita una soluzione alternativa all’internamento.

Per il superamento di Barcellona la Regione Sicilia, ha previsto la realizzazione, in ogni distretto Giudiziario, di una struttura di 20 posti con attività di vigilanza perimetrale per complessive 4 strutture; tuttavia, non essendo stata reperita una struttura riutilizzabile nel distretto Palermo-Agrigento, nel distretto di Catania saranno realizzate due strutture, indipendenti, a Caltagirone in Loc. Santopietro.

I dirigenti di Psichiatria Democratica nel mentre hanno apprezzato l’impegno dell’Assessorato relativamente alla idonea collocazione delle persone provenienti dall’OPG sul territorio di provenienza degli stessi, nello spirito di una Salute Mentale di comunità, evitando così di costruire nuove residenze con spreco di risorse umane ed economiche hanno, di contro, espresso il loro dissenso dicendosi          fortemente contrari  a tale ipotesi di lavoro, sia per l’eccesivo numero di posti letto per struttura – 20 - (per complessivi 80 posti a fronte di un “residuo” di circa 40 internati ancora senza progetto di dimissione) sia per il fatto che tutte le strutture sono previste a vigilanza perimetrale.

Quello che, a nostro avviso, appare incredibile - è stato rilevato dai Dirigenti di PD - è che nel distretto Palermo - Agrigento non si sia trovata una struttura riutilizzabile e che, di conseguenza, nel distretto di Catania si assisterà ad una concentrazione di posti letto – la metà del totale – che facilmente rinvierà, nella realtà e nell’immaginario collettivo, al vecchio OPG. In queste condizioni sarà molto difficile, è stato ribadito a più riprese,  valorizzare adeguatamente l’intervento sanitario/riabilitativo e l’integrazione sociale rispetto a quello custodiale con il rischio di riprodurre separatezza  ed emarginazione, assai elevato.

L’Assessore Borsellino ed il suo staff, infine, nel ringraziare la delegazione di PD per il franco confronto e per il contributo di idee e proposte offerto durante il lungo incontro, hanno ribadito la piena disponibilità a mantenere attivo e vivo il tavolo sul delicato tema degli OPG, attraverso periodiche consultazioni, al fine di monitorare, congiuntamente, l’intero processo di dismissione.  

 Maggio 2013