Dopo 43 anni i tradimenti della legge Basaglia

Dopo 43 anni i tradimenti della legge Basaglia

Mario Serrano

Quarantatre anni fa veniva approvata la legge 180. La legge arrivava dopo un ventennio di esperienze, le più famose a Trieste ed Arezzo. Qui si era fatto a meno del manicomio superando l’approccio tradizionalmente separato e senza speranza della Psichiatria, le sue modalità operative oggettivanti e violente. Quindi non solo deospedalizzazione ma anche trasformazione dell’Istituzione secondo il Paradigma dell’ultimo: partire dal fondo prendendo in carico i bisogni dei più fragili. Altroché abbandono.

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senza memoria non esiste futuro

sanità-veneziana

 

 

a 43 anni dalla 180

180

 

 

 

13 maggio 1978 - 13 maggio 2021

 

... Oggi come allora l'impegno di Psichiatria Democratica è totale perché la 180 mostri tutta la sua carica rivoluzionaria contro ogni dispositivo di cura istituzionalizzante e per l'affermazione della libertà d'essere se stessi...

Salvatore Di Fede
Segretario Nazionale di Psichiatria Democratica

 

la scomparsa di Peppe Ortano

Psichiatria Democratica a lutto per la  scomparsa di Peppe Ortano

 

p-ortano

Se ne è andato in silenzio  e con il suo lungo carico di sofferenza,  il dottor Giuseppe Ortano  psichiatra  e Dirigente nazionale dell’Associazione,  impegnato sul campo  da anni e senza sosta per sostenere e fare avanzare i diritti dei pazienti psichiatrici, e lo sviluppo di una Salute mentale di comunità.

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1 maggio 2021

 

1 maggio2

Limen: Franco Basaglia oggi

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Ripensare la forma della diagnosi psichiatrica

Ripensare la forma della diagnosi psichiatrica

Zero in condotta: gli aspetti diagnostici tra clinica e controllo

di Alessandro Ricci*

Il tema di questo intervento si discosta un po’ da quelli trattati nella mattinata; cercherò di mostrare i punti di contatto tra la diagnosi psichiatrica e il tema del  controllo, una questione non molto frequentata e tuttavia secondo me importante. Naturalmente vorrei offrire solo degli spunti non esaustivi, ma spero di lasciare almeno qualche traccia di curiosità

Iniziamo quindi con una premessa metodologica che ci guiderà per tutto lo scorrere dell’intervento: le diagnosi, e qui intendo tutte le diagnosi, non solo quelle psichiatriche, sono soprattutto prodotti culturali e in ogni società tendono a concentrare in sé i valori dominanti in quei contesti. Come tali le diagnosi sono indagabili anche come complesse metafore sociali. Inoltre, se da una parte gli apparati nosografici sono influenzati dalle strutture sociali, dall’altra sono essi stessi a produrre realtà, a costruire credenze, linguaggi, narrazioni collettive. A volte contribuiscono alla moltiplicazione di prodotti culturali diversi. In sostanza credo che ogni diagnosi ci dica qualcosa del mondo che l’ha prodotta, e questo fatto potrebbe aiutarci a capire ad esempio come mai in psichiatria molte diagnosi resistono così tenacemente al trascorre degli anni, ai cambiamenti sociali e culturali.

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la salute è un diritto?

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ECM: Salute mentale e psichiatria al tempo del covid 19

Associazione italiana di Psichiatria Democratica Cantiere per la formazione

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“Vicini e lontani. Salute mentale e psichiatria al tempo del covid 19”

FAD SINCRONO 17 e 18 giugno 2021

www.psichiatriademocratica.com This email address is being protected from spambots. You need JavaScript enabled to view it.

CORSO DI AGGIORNAMENTO ECM

PRIMO ANNUNCIO

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Palazzo Boldù

Venezia - Palazzo Boldù:

memorie, testimonianze e immagini del Centro di Salute Mentale

 

Il Palazzo

Per oltre trent'anni il Centro di Salute Mentale di Venezia, nato dalla lotta antistituzionale per il superamento dell'Ospedale Psichiatrico,è stato un pezzo vivo della  città, luogo in cui la stessa si prendeva cura di sè andando ben oltre la competenza strettamente sanitaria.

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petizione: fermiamo il massacro in Myanmar

 

Al Sig. Presidente del Consiglio dei Ministri Prof. Mario Draghi

Al Sig. Ministro degli Esteri On.le Luigi Di Maio

Epc  Al Sig. Presidente della Commissione Esteri Della Camera dei Deputati On.le Piero  Fassino

Sono trascorsi quasi due mesi dal golpe perpetrato dai militari ai danni della popolazione del Myanmar e del suo governo eletto democraticamente attraverso le elezioni dello scorso 8 novembre. Migliaia le persone imprigionate durante le manifestazioni pacifiche, che si ripetono ogni giorno ed oltre 500 sono stati i morti, tra i quali bambini e giovani, come riferiscono le poche fonti che ancora riescono a trasmettere le notizie, mentre internet è stata bloccato.

Le Associazioni e i cittadini firmatari di questo appello chiedono che si metta fine a questo massacro e cessino le violenze contro inermi cittadini che non si sono fermate nemmeno durante i funerali di una delle vittime civili. Per noi è quanto mai urgente che si ristabiliscano le regole democratiche e si rilanci il processo di pacificazione e di sviluppo per l’ex popolo birmano tanto provato.

Malgrado le prese di posizione di netta condanna nei confronti dei golpisti e della loro cieca violenza espressa da molti Paesi dell’Unione europea, tra i quali l’Italia e la Germania, e dagli Stati Uniti, la situazione nel Paese del sud est asiatico resta assai drammatica ed ogni giorno si contano nuove vittime. Papa Francesco ha rivolto un appello alla comunità internazionale perché si adoperi affinché le aspirazioni del popolo del Myanmar non siano soffocate dalla violenza. Altre autorità morali, religiose e civili hanno fatto proprio questo appello. I sottoscrittori questo appello invitano la società civile, il mondo della cultura, le forze democratiche a fare sentire, malgrado l’emergenza Covid, la propria voce e chiedere un urgente e risolutivo intervento della diplomazia mondiale affinchè in tempi brevi sia ripristinata la democrazia in Myanmar, siano garantite a tutti le libertà civili, termini la sanguinosa repressione che colpisce in particolare giovani, donne e civili inermi.

Lì, 31 marzo 2021

Per sottoscrivere la petizione su Avaaz, clicca qui

Promosso da:

Psichiatria Democratica

Hanno aderito: leggi di seguito

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gli scritti di Gigi Attenasio

gigi attenasio

Contro la riedizione veneta della psichiatria manicomiale

Contro la riedizione veneta della psichiatria manicomiale

Guido Pullia, psichiatra, Venezia. Comitato direttivo di Psichiatria Democratica.

Il filone veneto di Psichiatria Democratica continua con il contributo di Guido Pullia, nostro storico compagno, psichiatra e Direttore del DSM di Treviso fino al 2006; Guido richiama l’attenzione sul grave pericolo di restaurazione che a grandi passi avanza nella sua Regione e attraverso un ampio excursus ripercorrere le tappe degli anni delle lotte e della riforma e indica alcuni primi obiettivi per risalire la china e contrastare a muso duro l’attuale linea della psichiatria veneta.

Emilio Lupo

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liberare e liberarsi dalle rems

Su questionegiustizia.it un contributo alla discussione sulle REMS

Liberare e liberarsi dalle REMS
di Emilio Lupo
Psichiatra e responsabile nazionale dell’Organizzazione di Psichiatria Democratica

Protocolli operativi. Misura di sicurezza provvisorie. Pazienti difficili. Deistituzionalizzazione

... un lavoro decisivo, quello di Lupo,  stante il dibattito attuale sulle pratiche intorno all'uso o abuso delle Rems e ciò grazie alla sua compendiosa analisi delle attuali criticità e risorse in campo, ma anche per il suo generoso tentativo di proposte innovative. Lupo rimette al centro il tema della deistituzionizzazione  e le pratiche dei "protocolli operativi" in corso d'opera che Psichiatria Democratica sostiene  a partire dalla loro concreta praticabilità...
Salvatore Di Fede Segretario nazionale di Psichiatria Democratica

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Presidente della Repubblica: giornata della Memoria 2021

Pubblichiamo di seguito l’intervento del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella alla celebrazione del Giorno della Memoria.

Una profonda riflessione sul nazismo e sul fascismo, sulla loro genesi ed un monito a tutti noi per impedire che quel che - di così turpe - è avvenuto si ripeta ed a “vigilare e guidare gli avvenimenti e trasmettere alle future generazioni i valori della civiltà umana.”

Palazzo del Quirinale, 27/01/2021

mattarellaSaluto i Presidenti del Senato, della Camera, del Consiglio, e quanti ci seguono da remoto.
Ringrazio tutti gli intervenuti: Eraldo Affinati e la Presidente Di Segni per le parole puntuali e molto efficaci.
Ringrazio la Ministra Azzolina, attenta alla diffusione del tema della memoria nelle scuole, e ringrazio Alicja e Cesare che l’hanno intervistata.
Complimenti agli artisti, Eleonora Giovanardi che ci ha anche condotto con tanta efficacia, Claudio Cavallaro e Massimo Spada che, con tanta sensibilità, hanno reso più intensa la celebrazione di questo Giorno della Memoria.
Rivolgo un pensiero a Nedo Fiano, scomparso qualche settimana addietro, di cui abbiamo ascoltato poc’anzi un pensiero coinvolgente e fortemente impegnativo.
Un ringraziamento davvero speciale a Sami Modiano. Non è la prima volta che lo ascoltiamo al Quirinale. Ma la sua testimonianza sempre limpida e ferma, scolpita nella sua personale esistenza, coinvolge, commuove e fa riflettere ogni volta che lo ascoltiamo. Grazie di essere venuto anche questa volta.
Sono passati vent’anni da quella legge che ha istituito il Giorno della Memoria, dedicato al ricordo dello sterminio e delle persecuzioni del popolo ebraico e dei deportati militari e politici italiani nei campi nazisti. E, tutte le volte, ci accostiamo al tema della Memoria con commozione e turbamento; e sempre pervasi da inquietudine, dubbi e interrogativi irrisolti.
Perché Auschwitz – che simboleggia e riassume tutto l’orrore e la lucida follia del totalitarismo razzista - racchiude in sé i termini di un tragico paradosso.
Si tratta, infatti, della costruzione più disumana mai concepita dall’uomo. Uomini contro l’umanità.

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