PSICHIATRIA DEMOCRATICA, subito iniziative decise per la chiusura degli Ospedali Psichiatrici Giudiziari.

Psichiatria Democratica è molto amareggiata per la necessità della proroga per la chiusura degli OPG al 2015. Questa proroga, dicono i responsabili dell’Associazione fondata da Franco Basaglia, si sarebbe potuta evitare se, come avevamo proposto già nel 2012, si fosse dato vita ad task force  in grado di coordinare a livello nazionale i progetti di dismissione, prevedendo, già allora  le sanzioni per le regioni inadempienti con taglio dei  trasferimenti dal fondo Sanitario nazionale come la titolarità dei progetti da parte dei DSM. In questo modo si sarebbe potuto prevenire invii in OPG  in applicazioni delle nota sentenza della Corte Costituzionale, non sufficientemente applicata  e già rappresentata in diverse sedi, non ultima in febbraio al Consigliere giuridico del Capo dello Stato. Psichiatria Democratica, inoltre, chiede di rivedere assolutamente i progetti regionali ridimensionandoli nella consistenza dei posti letto e nel contempo di affrontare subito e senza indugi, le tematiche comuni in materia di imputabilità e vizio di mente, nell’ottica di quella revisione dei codici che sola, potrà affrontare in maniera radicale e definitiva le problematiche degli OPG.

Congresso Nazionale di Psichiatria Democratica 2014

congresso

Programma dettagliato

COMUNICATO STAMPA

Il 6 febbraio scorso il Presidente e il Segretario di Psichiatria Democratica – Luigi Attenasio e Emilio Lupo – accompagnati dai Consiglieri Bondioli, Di Fede e Ortano, hanno incontrato al Quirinale il Consigliere per gli Affari dell’Amministrazione della Giustizia del Presidente della Repubblica, Dr. Ernesto Lupo, e i Consiglieri dott.ri Stefano Erbani ed Enrico Gallucci , cui hanno illustrato le proposte di Psichiatria Democratica sull’attuale fase del superamento degli OPG.

In particolare, riaffermata la contrarietà ad ogni ulteriore proroga della scadenza dei termini di chiusura, PD ha auspicato che in ogni caso, questa, ove reiterata, oltre a fissare un termine inderogabile per la chiusura, venga accompagnata per le Regioni inadempienti dalla nomina di un commissario ad acta  e dalla  decurtazione di quota parte del trasferimento del fondo sanitario nazionale.

PD ha anche manifestato le proprie critiche al progetto delle REMS regionali, a suo avviso sovra dimensionato, dispendioso e non progettato sui reali bisogni degli internati per ciascuno dei quali andrebbe formulato, da parte dei Dipartimenti di Salute Mentale di competenza territoriale, un progetto terapeutico-riabilitativo individualizzato cui agganciare uno specifico finanziamento :se così si facesse il numero dei posti letto nelle REMS sarebbe molto inferiore; la strada adottata, invece, oltre a non rispettare i termini per la chiusura rimandandoli, così come proposto, addirittura al 2017, comporterà un aggravio della situazione dei DSM già gravemente depauperati di risorse e personale negli ultimi 10 anni.

La delegazione di PD ha infine auspicato che nell’attesa di una riforma dei Codici in materia di imputabilità, venga ribadito in tutte le sedi competenti il richiamo ai Magistrati a considerare, nel rispetto della loro autonomia, l’invio in OPG quale extrema ratio, così come avviene per il ricorso alla custodia cautelare in carcere per i normali imputati.

Il Consigliere Lupo nel ringraziare la delegazione, ha assicurato di farsi interprete delle problematiche esposte presso il Presidente Napolitano, la cui sensibilità sul tema della insostenibile condizione degli internati in opg è indubitabile e nota.

11 febbraio 2014

Comitato per l’Albergo dei Poveri

COMUNICATO STAMPA

Un impegno forte e diffuso a favore dei cittadini senza fissa dimora.

Una delegazione del Comitato per l’Albergo dei Poveri, ha incontrato presso palazzo S. Giacomo il Sindaco De Magistris e gli Assessori Piscopo,  Gaeta e Fucito per sapere circa i tempi e le modalità di intervento  dell’amministrazione cittadina, a favore di persone senza fissa dimora (sfd). Il Comitato, anche a seguito di pregressi incontri tenuti nei mesi scorsi con gli Amministratori ed i tecnici, indispensabili per favorire una progettazione condivisa sul tema, ha chiesto di conoscere quanto segue:

$1a)     La data di inizio dei lavori di messa in sicurezza dei locali di via B. Tanucci da adibire a centro diurno di accoglienza per cittadini sfd;

$1b)   Lo stanziamento, nel prossimo bilancio comunale, di un fondo adeguato all’attivazione di tutte le funzioni del Centro diurno di accoglienza e delle unità di accoglienza notturna;

$1c)     La costituzione di un tavolo di lavoro per la realizzazione, in tempi brevi, di un “Orto cittadino “ nello spazio antistante le unità di accoglienza notturna, da attivarsi auspicabilmente d’intesa con la facoltà di Agraria dell’Università degli studi di Napoli e con il concorso di maestranze comunali;

 I rappresentanti del Comitato, infine, hanno rinnovato la richiesta della costituzione di un Comitato di gestione pubblico della strutture, dove sia garantita - a fianco della presenza del personale pubblico -  anche quella delle associazioni facenti parte del Comitato, al fine di rendere costantemente attiva e permeabile una gestione dal basso. Difatti, a parere del Comitato, soltanto la condivisione pubblico/privato sociale/ Associazioni di volontariato di base,  potrà essere in grado di garantire la crescita della città degli uomini e non rischiare di diventare la città dei poveri.

Il Sindaco, dopo aver sentito gli Assessori, ha assunto l’impegno dell’avvio dei lavori per la fine del mese di gennaio e di adoperarsi, attraverso gli strumenti di legge previsti per gli Enti locali, affinchè terminati i lavori di bonifica e di messa in sicurezza degli ambienti individuati per le attività diurne, siano  reperiti dal Comune tutte le risorse necessarie per garantire il funzionamento a regime di tutte le attività concordemente programmate.

Da ultimo il Sindaco De Magistris,  ha concordato sulla necessità di attivare, appena possibile, l’Orto cittadino  garantendo altresì che si farà promotore presso le Aziende produttive cittadine e della provincia, acchè con il loro fattivo contributo questa importante progetto di inclusione sociale, possa realizzarsi con la più ampia partecipazione della cittadinanza.

 

Per il Comitato per l’Albergo dei Poveri

Emilio Lupo, Alex Zanotelli, Aldo Policastro, Gianfranco Amodeo, Gerardo Toraldo,  Piero Alonzo,  Felicetta Parisi, Salvatore di Fede, Luigi Cagnazzo.

 

Napoli 13 gennaio 2014

NO alla proroga per la chiusura degli Ospedali Psichiatrici Gudiziari.

Si sta ufficializzando una ulteriore proroga, la seconda, dei termini per la chiusura degli Ospedali Psichiatrici Giudiziari (OPG): le Regioni hanno presentato, e il Ministero della Salute accolto e finanziato, progetti di strutture alternative all’opg che non rispettano programmaticamente i termini di scadenza previsti dalle normative vigenti, ipotizzando nuove strutture neo manicomiali, invece di rilanciare la centralità delle strutture pubbliche di Salute Mentali territoriali.

Psichiatria Democratica (PD) nel ribadire la sua contrarietà ad ogni ulteriore proroga, tanto più senza garanzie per il suo rispetto, chiede con forza:

$1·         Al Ministero della Salute di pretendere dalle Regioni la riformulazione dei loro progetti in termini di necessità e fattibilità nel rispetto dei termini di legge, considerando che, per valutazione condivisa di magistrati e psichiatri, non più del 10% degli attuali (e presumibilmente anche dei futuri) internati necessita di strutture dedicate con vigilanza rafforzata, mentre per tutti gli altri si possono e debbono trovare, sistemazioni nel territorio conseguenti alla loro presa in carico da parte dei Dipartimenti di Salute Mentale competenti; non sono per nulla necessari  i “nuovi” 1000 p.l. su tutto il territorio nazionale.

$1·         Che le Regioni individuino, affidandone la responsabilità della gestione (diretta o tramite il privato sociale) ai Dipartimenti di Salute Mentale, quelli che esponenti di lunga esperienza della magistratura di sorveglianza indicano  come “luoghi che tutelino la salute mentale nella sicurezza dei cittadini”,  quella rete, cioè, di strutture sul territorio che svolgano una funzione vicaria all’opg,  già oggi identificabili o facilmente realizzabili che vanno dagli appartamenti protetti alle piccole strutture di accoglienza, non necessariamente destinate unicamente a soggetti autori di reato; a questo fine le Regioni e le ASL utilizzino da subito i finanziamenti di parte corrente per potenziare gli organici dei servizi di salute mentale che gestiranno i progetti individuali di dimissione/alternativa all’opg.

$1·         Che il problema della chiusura degli opg cessi di essere un problema tecnico (strutture, posti letto, progetti architettonici) e recuperi la sua dimensione culturale, di civiltà e politica generale: solo così si potrà effettuare un coordinamento nazionale del processo di chiusura, passaggio indispensabile questo, che Psichiatria Democratica  propose oltre un anno fa anni, temendo che avvenisse quello che oggi, amaramente registriamo. Ci riferiamo al fatto che si sta configurando solo come una mera presa d’atto delle scelte regionali. Inoltre  ribadiamo l’urgenza di affrontare i temi delle modifiche del codice penale e, in attesa di queste, dare concreta attuazione alle sentenze della suprema Corte (dalla 253/2003 in poi)  sulle possibili alternative all’invio in opg.

$1·         Psichiatria Democratica, auspica inoltre che l’eventuale proroga si accompagni comunque ad un sanzionamento delle Regioni inadempienti non solo attraverso la nomina di Commissari ad acta (per es. con decurtazione di una quota percentuale nel trasferimento del fondo sanitario nazionale)  ma che venga chiaramente indicato anche un termine oltre il quale non sia più possibile l’invio di pazienti negli attuali opg. e così impedire, definitivamente, questa sorta di tela di Penelope che da una parte svuota le strutture attraverso le dimissioni e dall’altra ne impedisce la chiusura mediante nuovi invii.

$1·         Auspichiamo che in occasione dell’inaugurazione dell’anno giudiziario che si terrà il 24 gennaio, il Primo Presidente della Corte di Cassazione voglia rivolgere  un “pressante invito” (come è stato fatto per il ricorso alla carcerazione preventiva) ai Magistrati affinché, nel rispetto della loro autonomia, considerino l’invio in opg e nelle future strutture sostitutive come residuale una volte esperite tutte le possibilità alternative come previsto dalla nota sentenza della Corte Costituzionale n° 253/2003.

13 gennaio 2014

Avviciniamoci al Natale con VIVIQuartiere!

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Sabato 14 e domenica  15 dicembre , ore 11 - 12.30 - 17 - 18.30

LEONARDO,RAFFAELLO E CARAVAGGIO : TRE GENI A CONFRONTO IN UNA MOSTRA IMPOSSIBILE

Nel meraviglioso complesso di San Domenico Maggiore una visita guidata tra riproduzioni digitalizzate , retro illuminate , a grandezza naturale che sveleranno particolari non visibili dagli originali. La mostra ,con l'altro patrocinio del Presidente della Repubblica e del Forum Internazionale delle culture, prodotta e realizzata dal Polo culturale Pietrasanta, è aperta tutti i giorni dalle ore 10 alle ore 22 . Visite guidate per gruppi e scuole su prenotazione.

Appuntamento alla biglietteria nel complesso di San Domenico Maggiore - contributo di partecipazione

Sabato 14 e domenica  15 dicembre , ore 11 - passeggiata spettacolo

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Birra Antesaecula

Invito BIRRA

retro BIRRA

DIAGNOSI IN PSICHIATRIA


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Riflessioni e proposte dopo la visita all’OPG di Reggio-Emilia.

COMUNICATO STAMPA

Riflessioni e proposte dopo la visita all’OPG di Reggio-Emilia.

Il 15 novembre i Dr Cesare Bondioli e Raffaele Galluccio, delegati di Psichiatria Democratica, hanno accompagnato il Consigliere Regionale dell’Emilia Romagna Avv. Antonio Mumolo in una visita all’opg di Reggio Emilia, nel corso della quale hanno incontrato sia il Direttore Dr Paolo Madonna che la Responsabile dell’U.O.C. Dr.sa Valeria Calevro, nonché il Direttore del DSM Dr Gaddo Maria Grassi.

La visita, svolta nell’ottica della chiusura dell’istituto, ha permesso di constatare condizioni ambientali sufficientemente decorose sul piano igienico sanitario ma anche il perdurare di alcune criticità oltre all’emergenza di alcune eccellenze.

Per ammissione generale dei nostri interlocutori i tempi previsti dalla legge per la chiusura della struttura non potranno essere rispettati e, per noi, permangono le riserve già più volte espresse su un progetto di chiusura che giudichiamo eccessivamente sovradimensionato e neo-istituzionale. Altri problemi interni evidenziati anche dai nostri ospiti nel corso della visita, costituiscono un oggettivo ostacolo alla realizzazione di un processo di dismissione in cui la prospettiva territoriale, per la quale esiste un finanziamento specifico regionale, prevalga su quella di nuovo internamento.

Ci riferiamo al fatto che su cinque sezioni (tutte della consistenza di 30-35 internati) dell’opg, quattro sono completamente a gestione sanitaria con un clima interno che tende a minimizzare le componenti carcerarie (presenza di personale sanitario, porte delle celle aperte continuativamente durante il giorno con possibilità di socialità per gli internati anche al di là delle attività trattamentali previste, ecc.), mentre la quinta è ancora completamente chiusa ed in questa il clima carcerario è prevalente (blindi chiusi durante il giorno, ecc.) su quello sanitario che invece dovrebbe essere la regola alla luce dell’attuale normativa.

Vero è che questa “anomalia” è ben presente negli operatori, soprattutto nella componente sanitaria, ma si auspica un impegno particolare per superarla.

Un altro problema sottolineato è nel rapporto con le Regioni del bacino non sufficientemente pronte a farsi carico del rientro dei loro internati.

Molto positivi sono, invece, non solo il trend delle dimissioni e delle Licenze Finali di esperimento (LFE), a conferma del positivo  rapporto strutturato tanto con i DSM di appartenenza degli internati che con la Magistratura, (su 240 pazienti in carico, 169 risultano presenti nell’Istituto mentre i restanti sono in LFE) ma soprattutto una formazione degli operatori che ha consentito di azzerare il ricorso alla contenzione. Così nel corso della visita abbiamo, casualmente, potuto assistere ad un intervento di gestione di un paziente che aveva avuto un episodio di aggressività nei confronti degli stessi operatori che ora lo stavano gestendo pazientemente, con atteggiamento fermo ma dialogico, senza ricorso a contenzioni fisiche come certamente sarebbe accaduto in passato, con la partecipazione anche del Direttore del DSM di Reggio di cui l’opg è parte integrante.

L’abolizione della contenzione rappresenta una tappa fondamentale per l’affermazione della dimensione sanitaria dell’intervento, tanto più all’interno di una struttura di per sé volta alla contenzione e alla repressione, e di questo va riconosciuto merito agli operatori.

Quello che stupisce è che questo risultato, di cui tutti dovrebbero andare orgogliosi, sia contestato addirittura dai sindacati (CGIL, Cisl e Coordinamento nazionale Polizia Penitenziaria) che in un loro comunicato stampa, in relazione ad un intervento nei confronti di un paziente particolarmente agitato che ha richiesto una gestione di oltre un’ora per raggiungerne la tranquillizzazione, invocano il ripristino del letto e degli strumenti di contenzione fisica che “menti illuminate del DSM” hanno deciso di eliminare dall’opg mentre, sempre al dire degli estensori del comunicato sindacale, questi continuano ad esserci nei servizi di diagnosi e cura: questo non ci pare un valido motivo per reintrodurre, laddove sono stati aboliti, strumenti che nulla hanno a che vedere con la cura ma dovrebbe, al contrario, essere l’occasione per richiederne l’eliminazione laddove vengano tuttora impiegati.

Al termine della visita non possiamo che auspicare che gli elementi gestionali positivi riscontrati, superando le ostilità denunciate, diventino sempre più il vero motore della chiusura e non producano, anche a Reggio Emilia, quell’effetto paradosso, già riscontrato in altre sedi di opg, per cui l’efficienza diventa un ostacolo alla chiusura.

18 novembre 2013

Visita all’Ospedale Psichiatrico Giudiziario (OPG) di Secondigliano - Napoli

Una delegazione di Psichiatria Democratica (PD) - composta dai dottori, S. di Fede, G. Loffredo,  E. Lupo e G. Ortano -  nella giornata di mercoledì 6 novembre, si è recata nuovamente in visita all’Ospedale Psichiatrico Giudiziario (OPG) di Secondigliano - Napoli, per conoscere le condizioni in cui vivono tuttora le persone lì ristrette e per informarsi, con i Dirigenti e il personale della Polizia penitenziaria, sulla concretezza delle procedure in atto, di ordine sanitario e amministrativo, per rendere possibile la  chiusura dello stesso Istituto nei tempi previsti dalla vigente legge in materia. Le persone ancora ristrette nella struttura sono in numero di 95, di queste 78 provengono dalla Campania e dal Lazio. 

A fronte di un registrato impegno da parte del personale tutto, Psichiatria Democratica, rileva tuttora i gravi e ingiustificati ritardi nell’attuazione della Legge di chiusura dell’OPG soprattutto a carico delle Regioni e delle ASL competenti. Le Regioni, difatti, che avrebbero dovuto fungere da pungolo e coordinamento del processo di dismissione si muovono, talora, in un’ottica di tipo burocratico risultando, a tutt’oggi, per niente incisive nel rendere effettivo il pur dichiarato impegno circa la programmazione di attività per la realizzazione dei decreti attuativi della Legge Severino. Le Asl  e i Dipartimenti di Salute Mentale poi, sono in genere ancora assenti sul piano della elaborazione dei Progetti terapeutici individuali - strada maestra, sottolinea ancora una volta e con forza Psichiatria Democratica - indispensabili per consentire lo svuotamento del manicomio giudiziario di Secondigliano come dei rimanenti cinque nel Paese. La risposta prioritaria da dare - laddove risulti cessata la pericolosità sociale - resta unica e chiara: l’accompagnamento in strutture socio-sanitarie territoriali e pubbliche già esistenti, il rientro, ove possibile,presso le famiglie d’origine o con la propria libertà delle persone attualmente ristrette negli OPG.

Psichiatria Democratica, nel confermare il proprio impegno - che continuerà nei prossimi giorni con la visita di tutti gli OPG italiani - fa appello, infine, alla Magistratura di Sorveglianza, perché si adoperi per quanto di competenza, presso le Regioni e le Aziende Sanitarie Locali, acchè la Legge Severino non finisca paradossalmente per essere utilizzata, con la sua non attuazione perpetrata, solo per rendere più efficiente il sistema attuale degli OPG. Bisogna assolutamente evitare, ribadiscono i dirigenti di PD, che l’impostazione di tipo burocratico /tecnicistico che si continua a dare a questi delicatissimi temi e l’attacco quotidiano allo stato sociale finisca per dare sempre più corpo ad una destinazione di discarica sociale, talora  come risposta alla povertà ed all’isolamento oppure giudiziaria, dei problemi del sovraffollamento carcerario attraverso procedure diagnostiche davvero ”bizzarre”. In questa condizione di stallo, gli OPG resterebbero funzionali alla macchina burocratica amministrativa che sostiene l’impianto ideologico di quella psichiatria che produce l’istituzionalizzazione dei bisogni, invece della presa in carico e questo in ragione del fatto  che contiene in sé il falso storico dell’ineluttabilità della malattia mentale perché senza speranza di cura. Una psichiatria che svolge il ruolo di  “cane da guardia” di una idea societaria che contempla solo consenso al sistema attraverso certificazioni di appartenenza alla sua parte sana ed efficiente alla sua riproduttività, espungendone ancora una volta nel manicomio il dolore che esso provoca, la sua malattia e la diversità.

Napoli 8 novembre 2013

Rischio proroga per gli Ospedali Psichiatrici Giudiziari e grave carenze di risorse nei Servizi di Salute Mentale sul territorio.

Psichiatria Democratica (PD) ribadisce le sue forti preoccupazioni sull' andamento del processo di chiusura degli Ospedali Psichiatrici Giudiziari  a causa della neoconcentrazione che verrà a crearsi per l'attivazione di centinaia e centinaia di nuovi posti letto, invece di concretizzare programmi di presa in carico individualizzati per ciascun utente, favorendo – in maniera prevalente – l’ingresso  in abitazioni già esistenti sul territorio. La creazione di una task force e il coordinamento del Presidente Errani di tutte le iniziative regionali per “chiudere presto e bene “ gli OPG che nel corso del tempo abbiamo avanzato, forti della nostra lunga esperienze sul campo, sono rimaste inascoltate ed ora caos e ritardi la fanno da padrone; condizioni queste che preannunciano un nuovo slittamento della chiusura e perciò ancora custodia e rinnovo di prorogheper gli internati. Tutto questo in assenza, peraltro, di qualsiasi iniziativa legislativa, relativamente alla messa in discussione della cosiddetta "pericolosità sociale" che, a più riprese, PD ha richiesto in tutte le sedi di affrontare, come elemento assolutamente centrale per il presente come per il futuro per cittadini autori di reati.

Psichiatria Democratica(PD) continuerà – in ragione delle sue scelte e pratiche -  a stare, nei processi di cambiamento in maniera attiva e propositiva;i dirigenti e i militanti della nostra organizzazione, difatti, continueranno - affermano Lupo, Attenasio, Bondioli e di Fede - a sporcarsi le mani, proseguendo le visite (le nuove sono già calendarizzate ) in delegazione in tutti gli OPG del Paese, a fare proposte di merito, a lavorare  per rimuovere tutti gli ostacoli che impediscono lo sviluppo di pratiche di Salute Mentale di comunità. In questo modo PD intende contribuire, fattivamente, al reale superamento delle sei strutture asilari. Senza tregua, incalzeremo, tutti gli attori istituzionali, per contribuire alla realizzazione di reali percorsi di inclusione sociale territoriale, di presa in carico effettiva delle persone ristrette, da parte dei Servizi di Salute Mentale, e non già nuovi luoghi di sofferenza, separazione e di custodia come quelle che vanno delineandosi.

Inoltre Psichiatria Democratica denuncia con forza il progressivo depauperamento - per la sempre maggiore carenza di risorse umane ed economiche - dei Servizi psichiatrici sul territorio nazionale, depauperamento che bisognerà fermare subito se non si vorranno vedere vanificate le straordinarie esperienze territoriali maturate nel corso degli anni. Lo sviluppo di quelle pratiche di Salute Mentale di comunità  che hanno reso effettivo un nuovo protagonismo di utenti e di familiari, evidenziando - come fondamentale e irrinunciabile - la multidisciplinarietà del duro lavoro svolto dagli operatori territoriali. In conclusione si ribadisce che l’attuazione della riforma costituisce il punto di riferimento ed insieme l’argine, per bloccare qualsiasi tentativo di ritornare a regimi di custodia e cura  che si vorrebbe attuare destinando sempre più risorse al privato a danno del pubblico che deve rimanere, invece, sempre il titolare di ogni progetto di salute.

Ottobre 2013